Bollettino agrometeorologico dal 24 al 30 marzo 2025
Analisi climatica e circolazione atmosferica in Italia a fine marzo 2025
La fine del mese di marzo è caratterizzata da una forte variabilità meteorologica alle latitudini tra le quali l’Italia è compresa, il 35° parallelo e il 47° parallelo: gli scambi termici in alta quota (oltre i 500 hPa) divengono più potenti lungo gli assi meridiani, dal 65° parallelo verso il 34° parallelo, e viceversa. La maggiore irradiazione solare determina una forte contrazione del vortice polare, con un netto riscaldamento dell’atmosfera sopra le zone Artiche; il Mediterraneo inizia a scaldarsi e le temperature superficiali giungono a toccare i 17°C nel Canale di Sicilia; tuttavia micidiali irruzioni di gelo continentale possono innescare ciclogenesi fredde sulla nostra Penisola producendo alluvioni o gelate.
Possibilità di avvezioni calde e impatto sulla viticoltura
Alla fine di questo mese l’incremento della radiazione solare e dell’eliofania inducono un riscaldamento nella fascia settentrionale del Sahara (deserto Algerino). Le temperature massime si mantengono tra i 35 e i 37°C sul 20° parallelo, all’estremo sud dell’Algeria; sul 34° parallelo, in Tunisia, le temperature massime sono previste oscillare dai 21°C di martedì, fino ai 23°C di domenica 30 marzo: tali temperature piuttosto fresche sono chiaro indice di clima perturbato sul Mediterraneo Centrale. E’ dunque scongiurato il rischio di avvezioni di aria desertica sull’Italia meridionale: un clima fresco rallenta il germogliamento della vite, fatto assolutamente positivo al fine di evitare un eccessivo anticipo della fenologia.
Freddo: possibili rischi per le viti
Nella bassa atmosfera (1500 m, ovvero 850 hPa) osserviamo in data odierna 0°C sul Piemonte, 4°C sulla Toscana, 12°C sul Salento e fino a 16°C sulla Sicilia: questo netto gradiente termico indica l’ingresso di aria fredda Oceanica dai quadranti Settentrionali. Giovedì 28 marzo le temperature a 850 hPa risaliranno fino a 4 - 5°C al Nord-Ovest mentre scenderanno tra 0 e 1°C sulle regioni Adriatiche, tra 1 e 2°C su Campania, Basilicata e Puglia, tra 3 e 4°C sulla Sicilia. I valori termici più bassi saranno associati a precipitazioni intense, anche nevose sulle cime oltre i 2000 metri.
Ai livelli alti dell’atmosfera, a 500 hPa, è probabile la formazione di una imponente goccia fredda che coinvolgerà l’Italia peninsulare: un vero e proprio frammento del vortice polare che si originerà sul Tirreno il giorno mercoledì 26 per crescere ed espandersi fino a tutto il Centro-Sud il giorno venerdì 28: il freddo presente in quota toccherà picchi di -24°C a 500 hPa.
Con il 30 marzo si profila l’ipotesi di un ricongiungimento di questa goccia fredda al lago di aria Artica Continentale presente sull’Est Europa, il che richiamerebbe aria molto fredda da nord-est, con temperature a 500 hPa sino a -28°C sulle regioni Adriatiche: ne conseguirebbe un maggiore rischio termico per le viti in germogliamento avanzato.
Crisi climatica e riscaldamento globale comportano maggiori rischi per la viticoltura
Diamo ora uno sguardo alle temperature sul 65° parallelo. In Islanda, al livello del mare le temperature giornaliere sono costantemente al di sopra dello zero, 3°C oltre la media di fine marzo; scarti più forti si osservano alla stessa latitudine in Russia, ad Arcangelo, con temperature attuali giornaliere di 0°C, contro una media del periodo di 4°C negativi; si nota una scomparsa prematura del gelo sulla Russia Settentrionale: le temperature glaciali (< -10°C) sono ormai relegate ad est dei monti Urali, nella Siberia vera e propria, dunque molto lontano dall’Italia.
Il rischio di irruzioni di aria artica continentale, sempre nociva in viticoltura, rimangono tuttavia possibili: le temperature nei bassi strati potrebbero infatti ancora toccare valori negativi. Catastrofico il bilancio dei ghiacci artici che al momento della loro massima estensione annuale, vedono 2 milioni di km2 in meno rispetto alla media, il 20% in meno sul totale.
Precipitazioni intense e perturbazioni: consigli pratici
Le proiezioni modellistiche indicano dalle 00 di lunedì 24 marzo una discesa di aria fredda Scandinava che, dopo avere transitato come goccia fredda sul Golfo del Leone traslerà ad est raggiungendo martedì il Golfo di Genova: da mercoledì a venerdì, la goccia fredda in progressiva espansione si sposterà verso sud-est interessando l’intera Italia Peninsulare.
Forti precipitazioni si avrebbero dall’Emilia sino a Puglia e Sicilia, in un contesto freddo ma non gelido; i maggiori fenomeni interesseranno la dorsale Adriatica, con epicentro le Marche e l’Abruzzo, grazie all’effetto Stau Appenninico: si prospettano tre giorni di pioggia continui sulle stesse aree, per cui gli accumuli finali potrebbero localmente toccare i 200 mm. A livello pratico non è semplice prevedere le aree esatte in cui si potrebbero avere gli eventi più importanti, quali venti forti e grandinate. E’ sempre più consigliabile studiare metodi per la protezione delle piante dai cosiddetti “downburst”, così come dalle grandinate precoci, la cui frequenza è ormai divenuta sistemica.
Agrometeorologia di marzo 2025: dati e previsioni per un’analisi consapevole
L’andamento climatico influisce direttamente sulle produzioni agricole. Approfondisci i modelli previsionali, valuta le anomalie termiche e pianifica interventi mirati per ottimizzare la resa delle colture.
Proteggi il tuo vigneto! Le condizioni meteo della settimana 24-30 marzo potrebbero mettere a rischio il germogliamento delle viti.
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