Bollettino agrometeorologico dal 31 marzo al 6 aprile 2025

Il bollettino agrometeorologico si propone come uno strumento per i viticoltori, fornendo previsioni e analisi climatiche settimanali per ottimizzare la gestione delle coltivazioni.

Analizziamo i possibili eventi climatici ad impatto viticolo della settimana dal lunedì 31 marzo a domenica 6 aprile 2025.

Analisi climatica e circolazione atmosferica in Italia a inizio aprile 2025

A inizio aprile gli scambi termici in alta quota (oltre i 500 hPa) si amplificano lungo i meridiani, dal 70° al 32° parallelo. La maggiore irradiazione solare determina la formazione di profonde anse nel Fronte Artico; il Vortice Polare si contrae e perde la tipica forma circolare dei mesi invernali per divenire lobato: queste profonde insenature sono date dall’elevazione verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, con la risalita di aria mite a 500 hPa sino al 70° parallelo. Il Mediterraneo in questo periodo presenta già temperature superficiali elevate che giungono a toccare i 18°C nel Canale di Sicilia (35° parallelo) e i 19°C al confine orientale della Tunisia (33° parallelo). Tuttavia irruzioni di gelo continentale possono scendere sull’Italia dalle terre Artiche producendo nubifragi o gelate in funzione del loro percorso: il tracciato più pericoloso è quello che passa sopra le pianure Sarmatiche, in quanto l’aria giunge secca e molto fredda nei bassi strati.

Bassa possibilità di avvezioni calde con rallentamento dello sviluppo della vite: impatto sulla viticultura.

All’inizio di aprile l’aumento della luce solare e della durata del fotoperiodo provoca un riscaldamento nella porzione nord-occidentale del Sahara (deserto Algerino). Le temperature massime supereranno la soglia dei 40°C sul 20° parallelo. Sul 34° parallelo, in Tunisia, le temperature massime sono previste invece oscillare dai 23°C di lunedì 31 marzo, fino ai 25°C domenica 6 aprile. Il riscaldamento del Sahara settentrionale è piuttosto lento, chiaro indice di una circolazione depressionaria spostata al sud. Ne consegue che è molto bassa la probabilità di avvezioni calde sull’Italia meridionale: in queste condizioni la vegetazione della vite procede con lentezza, diminuendo l’anticipo fenologico che si osserva nelle varietà precoci (bbch 13 su Chardonnay sulla Sicilia): ciò rappresenta un fattore assolutamente positivo per la viticoltura.

La crisi climatica nell’Artico, dovuta al riscaldamento globale, comporta maggiori rischi di gelate in viticoltura

Permangono le forti anomalie termiche positive sul 65° parallelo, ormai una costante che si consolida di anno in anno, di pari passo col fortissimo deficit nell’estensione dei ghiacci marini Artici. A Reykjavik (22° meridiano ovest), le temperature giornaliere medie sono di 6°C, 4°C oltre la media di inizio aprile; scarti simili (+4°C) si osservano al 40° meridiano est, ad Arcangelo (Russia), con temperature attuali giornaliere di 2°C positivi, contro una media del periodo di 2°C negativi. È ormai scomparso il gelo dalla Russia Settentrionale: le temperature glaciali (< -10°C) sono relegate ben oltre il 60° meridiano est, nella Siberia vera e propria, dunque a oltre 3000 km dall’Italia. Il rischio di irruzioni di aria artica continentale rimangono tuttavia possibili in quanto il ritiro del gelo dalla Russia Europea non può dirsi definitivo: le temperature nei bassi strati potrebbero scendere sotto lo zero anche alle nostre latitudini in presenza di aria glaciale, ovvero -6°C al geopotenziale di 850 hPa. Il periodo di rischio delle gelate paradossalmente si dilata proprio a causa del riscaldamento dell’Artico, costituendo una minaccia per tutto il mese di aprile.

Freddo: possibili rischi per le viti, correlate alle sfide già presentate dalle avvezioni calde

Lunedì 31 marzo alle 00 una colata di aria glaciale proveniente dalla Lapponia aggancia la goccia fredda che staziona sulla nostra Penisola. La fusione di queste due figure bariche richiamerà aria molto fredda a 500 hPa: il modello GFS propone addirittura per le prime ore di martedì 1 aprile un valore di -32°C a 5500 metri dal Tirolo sino alla Romagna. Quest’aria glaciale riuscirà a raggiungere il suolo? A 850 hPa (1500 m) si osserverà l’isoterma di -4°C sulle Alpi Noriche in Alto Adige, l’isoterma di -3°C a nord di Bolzano; l’isoterma di -2°C tra Bolzano e Trento, sul Cadore, le Alpi Carniche e Giulie; l’isoterma di -1°C su Trento e le Prealpi Orientali; l’isoterma di 0°C sfiorerebbe le pianure delle Venezie, della Lombardia e del Piemonte. Dato il gradiente di 0,6°C ogni 100 m, le temperature al suolo tra 200 e 100 m di altitudine dovrebbero oscillare tra i 5 e i 9°C; va tuttavia precisato che alcune aree possono risentire di effetti orografici (ad esempio le piane chiuse da rilievi) con ulteriore perdita di 2°C, rendendo ipotizzabili in questi contesti temperature minime di 3°C positivi.

Per quanto riguarda il Centro Italia gran parte del settore adriatico sarebbe compreso nell’isoterma di -1°C: in queste zone tuttavia la copertura dei cieli renderà minimo l’irraggaiamento notturno contenendo le temperature minime nel range di 7 – 8°C.

Precipitazioni persistenti e scarsa insolazione: effetti sullo sviluppo delle fitopatie fungine

Passata la fase critica di martedì 1 aprile l’anticiclone stazionerà sulle isole Britanniche e la Scandinavia: questa configurazione sinottica permetterà l’afflusso sull’Italia di aria fredda dall’Est Europa che entrando nel Bacino del Mediterraneo potrebbe dare luogo a precipitazioni persistenti: in questa settimana dunque i cieli si manterranno prevalentemente nuvolosi.

Questo fattore, unito alle temperature minori di 15°C, determinerà uno sviluppo piuttosto lento della vite; l’umidità nel vigneto e la scarsa insolazione costituirà un fattore predisponente allo sviluppo delle fitopatie fungine.

Agrometeorologia di aprile 2025: dati e previsioni per un’analisi consapevole

Tra il 31 marzo e il 6 aprile le temperature saranno basse e la copertura dei cieli elevata, con diffusa probabilità di precipitazioni.

Lo sviluppo della vite sarà rallentato e si avranno condizioni favorevoli allo sviluppo delle patologie fungine. Il rischio di aria continentale rimarrà alto anche nel proseguo del mese

Segui i nostri bollettini agrometeorologici settimanali per rimanere sempre aggiornato e anticipare i fenomeni estremi con le giuste misure preventive. Ogni settimana, troverai informazioni cruciali per garantire una vendemmia di successo!

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Bollettino agrometeorologico dal 24 al 30 marzo 2025