Bollettino agrometeorologico dal 17 al 23 marzo 2025
Meteo per la viticoltura a marzo 2025
Il mese di marzo è caratterizzato da un’elevata probabilità di eventi meteorologici estremi alle nostre latitudini, tra il 35° parallelo (a sud dell’isola di Lampedusa, Sicilia) e il 47° parallelo (all’altezza della Valle Aurina, Alto Adige): gli scambi termici in alta quota (oltre i 500 hPa) divengono statisticamente molto più probabili rispetto a gennaio e febbraio. È in questo periodo dell’anno che un abbassamento del fronte polare può produrre importanti perturbazioni, che possono essere però seguite da avvezioni calde dal Sahara.
Agrometeorologia di metà marzo 2025; il riscaldamento del Deserto Algerino
Alla metà del mese di marzo l’incremento della radiazione solare e dell’eliofania inducono un riscaldamento nella fascia settentrionale del Sahara (deserto Algerino); le temperature massime si portano stabilmente a 40°C sul 20° parallelo, all’estremo sud dell’Algeria; sul 34° parallelo, in Tunisia, le temperature massime oscilleranno invece tra i 25 e i 30°C.
È nell’Algeria Meridionale che si superano in estate i 50°C, un calore estremo che giunge rovente fino al 34° parallelo con picchi termici di 48°C in Tunisia per approdare poi sull’Italia con temperature massime che oscillano tra i 44°C della Sicilia e i 40°C del Nord Italia.
Agrometeo tra inverno e primavera 2025: freddo artico e ingresso mite in quota
In data odierna nella bassa atmosfera (1500 m) è diffusamente presente aria fredda dovuta ad una irruzione dalla Scandinavia, con punte di minime di – 4°C al geopotenziale di 850 hPa sull’Appennino Emiliano e massime di +5°C sulla Sicilia Orientale e sul Salento.
Nei prossimi giorni il freddo presente in quota giungerà a -28°C a 500 hPa su un ampio settore dell’Italia, ovvero dall’Emilia sino a Puglia e Campania; quest’aria fredda scenderà rapidamente verso il suolo portando le temperature minime al di sotto dei 5°C su gran parte del territorio Nazionale.
Gli 0°C si toccheranno nella pianura Emiliana, valle dell’Adige, Friuli e nelle valli e pianure interne del Centro Italia. Il 20 marzo l’aria in quota si scalderà per l’ingresso di un cuneo di aria Sahariana, con temperature a 500 hPa comprese tra i -15°C e i -20°C, mentre a 850 hPa, varieranno tra i 10°C della Sardegna e del Canale di Sicilia e i -2°C delle Alpi Giulie.
Al suolo le temperature rimarranno tuttavia ancora piuttosto basse, e solo sulla Sicilia Tirrenica si sfioreranno i 20°C.
Viticoltura e riscaldamento globale: analisi della crisi climatica irreversibile dell’artico
Diamo ora uno sguardo alle temperature sul 65° parallelo. In Islanda, al livello del mare le temperature sono al di sopra dello zero, 5°C oltre la media; scarti più lievi si osservano alla stessa latitudine in Russia, ad Arcangelo, con temperature attuali di 6°C sotto lo zero, contro una media del periodo di 8°C negativi.
Ne deriva che le irruzioni di aria artica sono depotenziate rispetto al passato con minori effetti alle nostre latitudini. Catastrofico lo stato dei ghiacci artici con una estensione ad oggi di 2 milioni di km2 in meno rispetto alla media, il 20% in meno.
Conclusioni: cosa aspettarsi da marzo 2025?
Le proiezioni modellistiche indicano un mese di marzo dominato da irruzioni di aria fredda, ma non gelida, in quanto i settori artici (65° parallelo) registrano temperature superiori alla media sia nel settore Atlantico (Islanda) che nel settore continentale (Arcangelo, Russia).
Il freddo dovrebbe coinvolgere in particolar modo l’Italia Centro Settentrionale, lasciando ai margini le estreme propaggini meridionali della Penisola.
Nonostante il riscaldamento progressivo del settore algerino del Sahara il grande caldo rimane confinato ben a sud del 34° parallelo e quindi è impossibilitato a raggiungere il Mediterraneo. È ipotizzabile che dopo il 20 marzo nuove perturbazioni interessino il Centro – Nord, rallentando il riscaldamento del Mediterraneo e del Sahara Tunisino.
Agrometeorologia di marzo 2025: dati e previsioni per un’analisi consapevole
L’andamento climatico influisce direttamente sulle produzioni agricole. Approfondisci i modelli previsionali, valuta le anomalie termiche e pianifica interventi mirati per ottimizzare la resa delle colture.